SexOut, quando il sesso diventa un’ossessione

Ogni passione, se portata all’eccesso, può diventare una vera e propria ossessione. In questo vortice di incontrollabile saturazione, rientra anche il sesso che, da pratica di piacere psico-fisica e legata all’amore, diventa un atto meccanico legato a una dipendenza.

Wilhelm Scmid, autore del libro, Sexout, l’arte di ripensare il sesso, affronta questa delicata tematica, fornendo, dal canto suo, dei suggerimenti filosofici per affrontare questa ossessione, facendosene “una ragione”. Come sicuramente saprete, il sesso, nell’era di internet, è accessibile non solo dal PC ma anche e soprattutto dai dispositivi mobili – tablet, smartphone – che aprono un mondo di immense scelte, tra le quali scegliere il contenuto erotico che più si avvicina alle proprie esigenze sessuali e alle proprie perversioni.

I tabù sociali, infatti, vengono messi in discussione e “traditi” attraverso i video porno online ed i contenuti xxx ai quali l’utente può accedere con estrema facilità. Non è una novità, di certo, che i portali a luci rosse, attualmente, siano quelli più visitati al mondo, sia dagli uomini che dalle donne. Oltre ai contenuti espliciti che si possono trovare qua e là nei meandri della rete, negli ultimi anni si sono sviluppate anche mode molto particolari, legate effettivamente alla fruizione del video o delle foto osé: tra queste, possiamo citare il sexting, ossia lo scambio di messaggi hot tra fidanzati o amici di letto. La parola deriva, infatti, dall’unione di due parole inglesi, “sex” – sesso – e texting che fa riferimento, appunto, all’invio dei messaggi di testo. Il porno italiano e il sexting rappresentano un sostituto dell’attività sessuale carnale, per rimpiazzare, così, la realtà con la finzione.

Dimenticatevi quindi il porno amatoriale come l’avete sembre conosciuto. Schmid infatti è convinto che in questa epoca ossessionata dal sesso sia molto più evidente la sua assenza. Il sexout rappresenta, dunque, “l’assenza non voluta del sesso”, secondo il filosofo tedesco. “Diversamente da ciò che normalmente pensiamo, in questi tempi ipersessualizzati le persone non hanno rapporti sessuali perfetti né eccitanti, e molte persone vivono un vero e proprio sexout”. Ciò sarebbe avvenuto, secondo lo studioso, per via di una “svalutazione secolare della sessualità” alla quale sarebbe seguita una “sopravvalutazione isterica e poi un’epoca di esaurimento”. Questo processo, poi, avrebbe condotto l’uomo, secondo Schmidt, a effettuare una rivalutazione delle tematiche sessuali: “Siamo passati dal trattare il sesso come un segreto di Stato al renderlo esplicito senza più velo alcuno. Così dopo Cinquanta sfumature di grigio, le cose non sono più le stesse. I rapporti si congelano nel sexout”.

Cosa si può fare per affrontare il sexout? Schmidt ci propone vari rimedi “per evitare di sprofondare nell’immobilismo e nella disperazione che possono nascere di fronte al sexout”:

  • Riconoscere le differenze naturali tra i sessi, senza metterne in discussione la parità. Lottare contro le differenze porta con sé la noia, anche sessuale.
  • Comprendere l’altro: le donne lo fanno meglio, ma gli uomini possono imparare.
  • Piacersi, condizione indispensabile per piacere agli altri. Bisogno aver cura di sé: se non si attirerà l’attenzione, si sarà abbastanza forti da sopportare l’indifferenza.
  • Cercare la qualità: “Chi cerca una risposta soddisfacente in merito al “come” farlo non si pone più il problema di quanto spesso”
  • Mettere in questione il sesso stesso e capire se gli diamo troppa importanza. “È possibile abituarsi anche a un sexout occasionale o più lungo: finalmente un po’ di pace su questo fronte! Trovare un po’ di tempo per riflettere, per stare bene da soli o con altre persone, o per spaziare nell’ampiezza illimitata del pensiero”.

In sintesi, bisogna farsene una ragione e rapportarsi meglio con se stessi e con chi ci circonda per evitare che un atto così bello, intimo e, talvolta, spirituale, possa trasformarsi in un atto ossessivo.

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