Istagram e la moda delle foto sexy

Tutto iniziò nel 1813 quando il francese Niépce, incuriosito da come il cloruro d’argento reagisse scurendosi alla luce, inventò la tecnica fotografica. Da quel momento il mondo non fu più lo stesso: ciò che i nostri occhi vedevano poteva essere replicato staticamente e portato con noi, condiviso e taggato.

Passano i decenni, i secoli, due per l’esattezza, e fra Niépce e le nostre teen che si scattano i selfie nelle loro stanze da bagno in slip color pastello, o le nostre milf dai capelli tinta biondo raccolti a coda alta, non sembra esistano molte differenze. Entrambi sperimentano con la luce, lui esponendo i propri sali d’argento ai raggi luminosi, loro esponendo il proprio corpo agli sguardi del mondo. In realtà la tecnologia avanza, ma l’uomo, nel proprio intimo è ancora rimasto all’età della pietra, e forse ancora qualcosina più indietro.

La moda dell’autoscatto inizia molto prima dello smarphone, quando ancora accanto all’obbiettivo di una macchina fotografica da 35 mm esisteva quella magica levetta che dopo averla abbassata ci faceva correre dentro l’inquadratura e sorridere forzatamente col fiato in gola. Durava massimo 20-30 secondi quell’orgasmo mosso dalla molla ticchettante, poi la macchina faceva clic e chi c’era c’era.

Anche oggi si fa clic, spesso doppio clic, e la foto sexy si carica su Instagram o su qualche altro social network.
Dal selfie al fish gape al duck face al belfie allo scatto sexy il passo è davvero breve. Con uno smartphone in pugno è difficile non fare partire lo scatto. Magari si può pensare di non farlo, si può tentare di non scattare una foto sexy, per mille ragioni, ma nel momento in cui lo si pensa si sa già che si scatterà la foto e proveremo piacere nel guardarci nella posa sexy assunta, esattamente come fossimo una modella o una pornostar di sexyscatti.com, oppure all’interno di un’azione porno.

Ma questo è solo l’inizio. Perché non si tratta soltanto di selfie adolescenziali apparentemente hot. Ciò di cui il web è obeso è di foto sexy che ci riprendono nelle pose più audaci, durante amplessi complessi, nel pieno delle nostre funzioni orgasmiche, colti da schizzi spermatici o da ondate vaginali, piegati a offrire la nostra disponibilità erotica, o ritti a usufruire delle aperture corporali altrui, oppure ancora in scene di autoerotismo come se non ci fosse un domani.

La moda delle foto sexy, in un modo o nell’altro raccoglie ogni tratto della nostra personalità. La fotografia, come tecnica, di per se stessa è già sexy, già voyeuristica, già autoerotica per natura, non aggiunge altro che un’amplificazione al nostro desiderio, un’estensione alla nostra portata seduttiva favorita dalla distanza che ci separa dai nostri ammiratori e dall’anonimato che spesso contrassegna questa tipologia di foto sexy.
Trovarsi in atteggiamenti sexy su piattaforme tipo Instagram, ma anche su pagine come sexyscatti.com, aumenta la nostra autostima e conseguentemente la nostra capacità seduttiva.

Se riusciamo a dissociare il personaggio che ci siamo creati sui social e a trasferirne tutta la sua portata erotica nella nostra camera da letto, avremo reso perfettamente funzionale la nostra presenza sul web e potremo dire di avere una vita sessuale e una complicità col nostro partner davvero soddisfacenti.

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