Come far squirtare una donna

Una delle ambizioni più forti di ogni uomo mentre gioca tra le lenzuola è quella di far raggiungere un orgasmo travolgente alla propria donna, in tale contesto ultimamente, anche a causa della migliore conoscenza, il desiderio maggiore è quello di farla letteralmente squirtare. Con tale termine, di derivazione anglosassone, si intende un’eiaculazione abbastanza consistente di liquido vaginale, conseguente ad un orgasmo vaginale. Quando la donna squirta si ha infatti la consapevolezza che l’attività sessuale è stata il massimo per la donna, un attività che l’ha portata a dimenticare tutto quello che avveniva intorno, ed è riuscita a fargli scalare le vette del piacere assoluto. Di prassi squirtare è come far pipì, tecnicamente infatti il liquido che fuoriesce dalla vagina è quello contenuto nell’uretra femminile, ma esso non è pipì ma una sostanza liquida abbastanza diluita prodotta esclusivamente dal piacere sessuale. Chi lo ha provato assicura che vedere lo schizzo che fuoriesce improvvisamente dalla figa è qualcosa di magnifico, si assiste infatti a una donna che eiacula come un uomo, cosa altamente trasgressiva e profondamente eccitante. Che la cosa piaccia agli uomini di tutto il mondo, lo certifica anche il gigante online dei video porno, Pornhub, secondo il quale i video più ricercati sono appunto quelli che fanno vedere donne che squirtano. Ma come riuscire a portare la propria donna a quella che sempre più persone chiamano eiaculazione a schizzo? Ecco come far squirtare una donna!

Conoscersi, toccarsi e …squirtare.

Per riuscire a portare la propria donna a squirtare serve sicuramente un intesa sessuale fuori dal comune, intesa che proviene da una conoscenza anche tra le lenzuola abbastanza approfondita, difficile infatti che al primo incontro una donna riesca a squirtare, difficoltà esasperata soprattutto dalla sgradevole sensazione di fornire un idea diversa da come ci si comporta tra le lenzuola perl’immaginario collettivo. Per la femmina che non conosce questo modo di venire, a volte risulta infatti persino imbarazzante riuscire a farlo. Di prassi infatti la sensazione che prova una neofita è una sensazione simile a quella che si prova mentre si orina, e non tutte le donne sono a proprio agio a pisciare mentre si fa sesso con la persona che si ama, cosa per cui le porta a trattenersi. Bene per questo parlarne prima, e mettere a conoscenza la propria partner che esiste un modo che la potrebbe portare al godimento assoluto, quel godimento spesso ricercato dal genere femminile, ma provato a sentire le stime pubblicate sui giornali specializzati solamente da una donna su cinque. Dopo averla messa al corrente è bene non caricarla di attese, anche qui come nel genere maschile l’ansia da prestazione è deleteria, quindi se si ha voglia di farla venire con uno schizzo lungo e prolungato è bene non farne un dramma se questo non avviene.

Non sarebbe male anche un certa dose di “esercizio”. Di solito lo squirting avviene con la stimolazione manuale, ad essere coinvolto in questo caso è il famigerato punto G, un punto che viene stimolato più facilmente con le dita. Bene quindi prendere consapevolezza di dove “l’interruttore del piacere” è posizionato all’interno della vagina della propria partner, cosa che inizialmente si può fare introducendo un dito e tastando le pareti vaginali. In tale attività prestare molta attenzione ai sussulti della propria donna, essi faranno capire quando si sta toccando il punto giusto, un punto che contribuirà alla lubrificazione vaginale, importantissima per arrivare allo schizzo. Inutile sottolineare che in preparazione di un’accurata stimolazione interna con le dita è bene curarsi perfettamente le mani, nulla di più deleterio di avere le unghia rosicchiate o addirittura sporche, cose che di fatto bloccano già dall’inizio la ricerca dello “schizzo magico”

Darci dentro.

Una volta pronti e eccitati vi è un unico consiglio: darci dentro. Un ottima tecnica è quella di inserire più dita dentro la figa della propria partner, e mentre con il palmo della mano si stimola il clitoride, iniziare a fare andare le dita su e giù come simulando un atto sessuale. Per aumentare l’eccitazione si possono effettuare alcune manovre aggiuntive, ad esempio si può variare considerevolmente il ritmo, o anche interrompere la stimolazione manuale e sostituire la mano con il proprio cazzo, si può in tale contesto anche inginocchiarsi tra le gambe della propria partner e iniziare una poderosa suzione del clitoride, l’importante in tale attività dosare bene la forza e ricordarsi che di solito anche solo una piccola sensazione di dolore, potrebbe bloccare o ritardare notevolmente il raggiungimento del piacere. Di solito lo schizzo avviene improvvisamente, quando sta per arrivare il maschio nota un estrema pulsazione delle pareti vaginali, pulsazioni che sono il prologo al getto, bene in quel caso continuare la propria azione manuale, e perché no eccitare la propria donna finanche con qualche parolina “forte”

E quando schizza?

Paradossalmente una delle fasi più difficili da gestire è quella dello schizzo vero e proprio. Quando avviene la prima volta si dovrà essere bravissimi ad evitare qualsiasi tipo di imbarazzo, probabilmente qualche goccia potrebbe finire sul corpo o sulla faccia, evitare soprattutto se si vuole ripetere l’esperienza di scappare a gambe levate. Anche se lo schizzo bagna il materasso o finisce per terra, sarebbe consigliabile evitare allusioni da caserma, pensare invece che la propria donna sta raggiungendo l’estasi assoluta, e farla sentire importante perché ha scelto proprio di farlo con te, è un ottimo modo per ripetere l’esperienza. Se si ha inoltre voglia di provare a farsi irrorare dallo schizzo è bene sapere che il liquido non è piscio, esso solitamente non odora e potrebbe essere perfino gradevole da assaggiare, se lo farete state certi che la vostra lei ve ne sarà grata all’infinito, e troverà sicuramente il modo di …ricompensarvi.

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