Un caffè con Carlo – Racconto Erotico

Il mio computer era guasto e, poiché avevo urgenza di mandare un file via mail al docente con cui avevo iniziato la tesi, suonai alla porta di Carlo per chiedergli di utilizzare per un attimo il suo portatile. Carlo era il mio vicino di casa, ma anche il mio collega universitario più ambito: un ragazzo molto bello, dal fisico prestante e i muscoli vigorosi, desiderato e ambìto da moltissime donne, che però sembrava non dare confidenza a nessuna.

Nonostante la sua bellezza, era però un ragazzo molto garbato, gentile e generoso: mi fece accomodare nella sua stanza mentre lui sarebbe andato a preparare un caffè. Mentre si lamentava, dalla cucina, dei suoi coinquilini che erano a suo dire sporchi e disordinati, io ebbi accesso al suo computer e rimasi di stucco, quasi impietrita, quando vidi che proprio in quel momento avevo interrotto, forse, una masturbazione in atto. La pagina era aperta su un sito che mostrava video di casalinghe italiane, e non feci in tempo a stupirmi che subito lo vidi arrivare con il volto paonazzo: doveva essersi reso conto del fattaccio.

Carlo mi era sempre piaciuto, e quella mi apparve come il momento più adatto per farlo cadere nella mia trappola: “Se fai sesso con me – gli dissi ridendo – non dico a nessuno del tuo segreto. Altrimenti…”, ovviamente io scherzavo. Ero pienamente consapevole del fatto che un ragazzo non si sarebbe mai vergognato se si fosse venuto a sapere che si faceva le seghe al computer. Ma Carlo, senza farselo dire due volte – e sicuramente non per paura di essere scoperto dagli altri – mi prese il viso tra le sue mani, iniziò a lambirmi il collo e le labbra con la sua calda lingua e mi mise la mano sotto la maglietta, alla ricerca dei miei seni.

I capezzoli mi si erano già inturgiditi per l’eccitazione, mentre la mia calda e umida passera bramava già di essere penetrata. Fu così che Carlo mi prese per il bacino, mi fece mettere supina e si strusciò addosso a me, facendo premere il suo pene eretto e grosso sul mio ventre: non ne potevo più, e così gli slacciai il laccio della tuta, abbassai i suoi pantaloni e lo tirai fuori dagli slip, facendomelo scivolare dentro accolto dal mio caldo nettare voluttuoso.

Carlo si muoveva sopra di me, tirando dentro e fuori il suo membro vigoroso dalla mia calda vagina ed io, a cosce aperte, ansimavo e gemevo sperando di farmi inondare dal suo caldo seme di lì a poco. E così, in effetti, accadde: il suo sperma inondò la mia passera calda, e lui in un rantolo di piacere mi disse che aveva sempre desiderato di fare sesso con me.

Mi alzai dal letto, e con il suo seme che, misto ai miei umori, grondava dalla mia passera, mi rivestii appena in tempo e lo ringraziai per il favore, promettendogli che, qualora ne avesse avuto bisogno, avrebbe potuto contare su di me.

Lascia il primo commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.